Molto più di un pacchetto regalo

In collaborazione con MANI TESE Ong Onlus e con La Feltrinelli, alcuni ragazzi della 2^a hanno partecipato al progetto di volontariato “Molto più di un pacchetto regalo”. Armati di sorrisi e di buona volontà, gli alunni hanno incartato libri e doni nel centro di Brescia, partecipando attivamente alla campagna “I-Exist”. Le offerte degli acquirenti sosterranno la lotta contro diverse forme di schiavitù moderna (https://www.manitese.it/campagne/i-exist/).

A volte basta un piccolo gesto per contribuire a un grande cambiamento!

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Scienziato per un giorno

Nel corso della giornata di mercoledì 29 novembre, noi ragazzi di 3^A abbiamo scoperto il mondo della chimica inorganica grazie al laboratorio proposto durante lo svolgimento del progetto “ Scienziato per un giorno”. La scienziata Martina ci ha pazientemente e minuziosamente spiegato in cosa consiste e di cosa si occupa la chimica inorganica, scienza nata dall’esigenza di antichi alchimisti di produrre oggetti di seconda necessità.

Martina ci ha poi mostrato una serie di esperimenti che ci hanno aiutato a capire meglio questo mondo affascinante:

  1. Sopra un foglio di carta stagnola sono stati posizionati del ferro e dello zolfo e al di sotto una calamita: abbiamo osservato che il ferro si sposta in base a dove collochi la calamita.
  2. Se, invece, sotto il foglio di stagnola si posiziona un accendino, il ferro e lo zolfo si sciolgono.
  3. Un altro esperimento: si versa una certa quantità di aceto in una bottiglia, del bicarbonato in un palloncino e poi si versa il bicarbonato nella bottiglia: l’aceto si eleva provocando una schiuma.
  4. Se poi si accende una candela e vi si affianca la bottiglia, la candela si spegne per la carenza di ossigeno e l’eccesso di anidride carbonica, rilasciata dal miscuglio.
  5. Un altro esperimento: H2O2+KI+ detersivo per i piatti hanno formato una grande schiuma.
  6. Un altro ancora: versando in un bicchiere acqua e fenoftaleina, l’acqua diventa viola; se, invece, si mette questa sostanza in un altro bicchiere contenente ammoniaca la sostanza ritorna trasparente. Con il blu di Bromotimolo si possono creare vari colori in base alle sostanze che vi mescoli: con l’acqua diventa azzurro, con l’aceto diventa giallo e con il bicarbonato e l’acqua diventa blu scuro. Per creare il sangue finto si usano il tociano di potassio e il cloruro ferrico.

Paola Ghidini

Scienziato per un giorno: i tessuti e la cellula

Venerdì 1 dicembre ’17 i ragazzi della classe I B della scuola secondaria, hanno partecipato al progetto “Scienziato per un giorno “. Martina, dopo essersi presentata, ha spiegato ciò che i ragazzi avrebbero osservato. Ha poi fatto delle domande per verificare la preparazione della classe. Ha spiegato come funziona il microscopio e l’ha descritto in ogni sua parte. Ha parlato dei regni animali e di come stanno cambiando nel corso degli anni. La prima cosa che hanno osservato al microscopio è stata l’alga spirulina. Poi ha parlato dei protisti e ha mostrato un’immagine delle diatomee che si trovano sui sassi dei fiumiciattoli, quelle di mare invece diventano rotonde e fluttuano nell’acqua. L‘ immagine successiva era quella del lievito di birra, si tratta di un fungo ed è una muffa buona; per lievitare inizia a mangiare la farina e butta fuori l’aria, il pane lievita. Con la cottura questa muffa muore. Quindi li hanno osservati al microscopio, erano tantissimi. Si sono spostati al regno vegetale per poi osservare uno stoma che si trova sulla lamina inferiore della foglia. La classe è stata divisa in gruppi per poter preparare i vetrini. Poi ciascun gruppo ha osservato il proprio lavoro al microscopio. Finito il regno vegetale si è parlato del regno animale e, sempre in gruppi hanno osservato le cellule della bocca. Dei tessuti, invece, hanno osservato uno striscio di sangue, in cui si vedevano tantissimi globuli rossi, e il tessuto del cuore. Infine hanno osservato un frammento di cervello in cui si potevano notare i nuclei delle cellule nervose.  I ragazzi, al termine di questa bella esperienza, hanno rivolto alcune domande a Martina, che dopo aver risposto li ha salutati.

                                                                                                Erica Maffina

Tutti ad Ornavasso insieme a Babbo Natale

Se non avete troppi impegni, vi consigliamo di andare ad Ornavasso per vivere un’esperienza unica nella grotta di Babbo Natale. Quest’anno è l’ottava edizione del parco di cui il tema è “Facciamo festa nel villaggio dei Twergy”, cioè gli aiutanti di Babbo Natale, i quali faranno festa e poi prepareranno l’arrivo di Babbo Natale che farà una sfilata con le renne vere.

Nel parco dedicato ai Twergy ci sono: lo scultore del legno, la sarta, ecc…

Nell’edizione del 2017 verranno ospitate nuove animazioni con artisti e attori professionisti. Il Twergy saggio consegnerà il “diploma di bravo bambino”. Spostandoci verso il Santuario della Guardia troveremo i presepi che rappresentano la vita di Gesù, realizzati dall’artista spagnolo Manuel Serena. Il Santuario fu fondato Giuseppe Lodi. Ci sono centinaia di statuine frutto di oltre 40 anni di lavoro ed amore per il presepe. Ci sono anche dei mercatini dove la gente può gustare prodotti locali a km 0 e acquistare souvenir. Per raggiungere le varie tappe si può usufruire di un trenino. Ci sono 8 trenini turistici che collegano i posteggi al centro di Ornavasso e la piazza 24 maggio con l’area con il presepe e il parco. Il trenino si collega anche alla nuova cava dalla quale è stato estratto il marmo che ha contribuito alla costruzione del Duomo di Milano. Per chi desidera rilassarsi c’è un teatro dove verranno rappresentati gli spettacoli di Babbo Natale.

Noi vi salutiamo, speriamo di vedervi numerosi alla grotta!

Giovanni Bellarosa, Elektra Bozzoli, Riccardo Camozzi, Giulia Gnutti, Giulia Guardiani, Camilla Gabrieli, Cristina Gabrieli, Roberta Moretti, Samantha Napolitano

IL NATALE DELLA CHIZZOLINI

Nel paese di Ornavasso c’è una grotta di Babbo Natale con 200 metri di galleria che contiene la magia degli elfi con le suggestioni di Natale.

Passeggiando si può incontrare Babbo Natale in persona con le sue renne! Caratteristici sono i trenini a vapore chiamati “renna express”. Il parco in cui si trova la grotta comprende un’area di 20.000 mq. Il motivo della nostra visita sono le attrazioni, tra le quali i boschi affacciati sul lago Maggiore e sul lago di Mergozzo, c’è anche il parco della grotta di Babbo Natale che è ricavata dall’antica grotta sotterranea, con una galleria di accesso in pietra lunga 200metri, e un grande salone con pavimenti e pareti di marmo rosa. L’indirizzo esatto della casa di Babbo Natale è un segreto, nessuno lo conosce. Anche se sappiamo che vive sulla montagna Korvantunturi, nessuno è mai stato capace di trovare la sua casa tra la neve. Le sue giornate sono molto frenetiche: si sposta nel Circolo Polare Artico dove c’è il suo ufficio. Nel villaggio di Babbo Natale, egli è impegnato a leggere le letterine dei bambini che riceve la notte del 24 dicembre. Secondo la leggenda Babbo Natale ha la capacità di sapere se i bambini si stanno comportando bene o male.

Il villaggio di Babbo Natale è davvero magico. Lo abitano i Twergy, gnometti simpatici e dispettosi della tradizione walser che cucinano, lavorano e preparavano i regali.

Nel loro villaggio c’è la cassetta postale dove i bambini, felici, imbucano le letterine.

Nel villaggio dei Twergy è possibile trovare diversi laboratori. Ci sono tanti piatti della tradizione gastronomica, ad esempio vin brulè, castagne, pane, formaggi, salumi e vini.

Vittoria Montini, Pietro Bugatti, Valentina Bonomi, Giada Luzzeri, Federico Bonomi, Elisa Frau, Giorgia Carasi, Riccardo Cadei, Veronica Pletti, Evans Amanor

GITA ALLA CENTRALE DEL LATTE DI BRESCIA

Era il 24 Novembre, quando noi della classe 1° A ci recammo con gli alunni della 1°B alla Centrale del latte di Brescia. L’inizio giornata era nuvoloso, ma successivamente il cielo si rasserenò. Partimmo dalla scuola Chizzolini alle 8:00 e arrivammo alla Centrale del latte dopo un’ora di viaggio in pullman, durante il quale ci divertimmo anche cantando. Entrammo dal cancello della Centrale del latte di Brescia e da lì incominciò la nostra avventura. La nostra guida mise la borsa dentro ad un edificio, poi ci accompagnò in una stanza dove ci raccontò della produzione del latte. La prima cosa che ci disse era che loro non avevano stalle e il latte arrivava dagli allevamenti delle mucche, per poi essere lavorato internamente. Ci disse che ci sono vari tipi di latte. I principali sono i seguenti:

  1. il latte con la copertura rossa identifica il latte intero;
  2. il latte con la copertura azzurra identifica il latte parzialmente scremato;
  3. il latte con la copertura verde identifica il latte scremato.

Per ogni tipo di latte esiste un diverso procedimento per la produzione.

Inoltre raccontò che dal 1931 il latte si distingue anche per quanto dura:

  1. il latte fresco ha una scadenza di 7 giorni e segue un procedimento chiamato pastorizzazione;
  2. il latte microfiltrato ha una scadenza di 21 giorni e segue due procedimenti, chiamati pastorizzazione e microfiltrazione;
  3. il latte a lunga conservazione ha una scadenza fino a 3 mesi, perché il latte viene portato fino alla temperatura di 150°C e deve avere una chiusura ermetica.

Successivamente ci spiegò che la pastorizzazione ha lo scopo di minimizzare i rischi per la salute dovuti a microrganismi sensibili al calore; la inventò Louis Pasteur nel 1862 e consiste nel portare la temperatura del latte a 75°C per 15 secondi per poi farla scendere alla temperatura di 4°C per 2 giorni. Parlando della microfiltrazione, ci informò che il procedimento consiste nel mischiare con il retino il latte, affinché sia più povero di proteine. Fin dal 31 Ottobre 1931 la Centrale del Latte di Brescia produce la panna e il mascarpone, che hanno particolari contenitori, e il latte che viene messo in bottiglie (di vetro negli anni 30). Per troppa fragilità, nel 1962 il latte venne imbottigliato in un cartone a forma di triangolo, ma poiché era scomodo nel 1984 il latte venne confezionato in bottiglie di cartone a forma rettangolare, che nel 2001 si trasformarono in bottiglie fatte in plastica, che in seguito furono dotate di una chiusura ermetica. La guida ci disse anche che loro producono le bottiglie con un impianto, detto soffiatrice, dotato di un sistema automatico che controlla affinché le bottiglie non presentino difetti e consiste nel soffiare dell’aria all’interno degli stampi. Inoltre ci spiegò che fuori dal cancello è presente una pesa che controlla le cisterne contenenti il latte, alle quali vengono messi dei tubi che aspirano il latte trasferendolo nei silos. Dopo aver visto la pesa, salimmo sul tetto della fabbrica per poi entrare nella produzione, dove osservammo 3 macchine: l’omogeneizzatore, il pastorizzatore ed il microfiltratore. Queste 3 macchine si trovavano dentro ad una stanza collegata ad altri reparti, dove si produce il latte. Nella visita alla produzione osservammo anche il processo automatico di imbottigliamento e confezionamento del latte. Dopo aver visitato la fabbrica, la nostra guida ci portò nella stanza in cui spiegò le diversità del latte e ci offrì dello yogurt alla pesca. Questa fu la gita alla Centrale del Latte di Brescia.

                                                                                                                                                             Marco Bonsi

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Il 24 Novembre le classi I^A e I^B della scuola Chizzolini, accompagnate dalle Prof.sse Piotti e Tanghetti, si sono recate in gita alla Centrale del Latte di Brescia. Partiti da scuola alle ore 8:15, gli alunni sono giunti a destinazione alle ore 8:45.

Ad accoglierli c’era Francesca, la guida che li ha subito accompagnati in una sala dove ha spiegato loro le diverse tipologie di confezionamento del latte.

Poi i ragazzi sono stati portati nelle stanze in cui gli addetti producono e confezionano il latte.

Successivamente gli alunni hanno assistito alla produzione delle bottiglie.

In seguito sono ritornati nella stanza iniziale dove la guida ha mostrato loro le confezioni del latte e ha spiegato che la prima bottiglia prodotta era in vetro, poi in tetrapak ed infine, dal 2001, in plastica.

Al termine della gita la guida ha regalato ai ragazzi un volantino, un righello in cartone rigido e una confezione di yogurt al gusto pesca.

 

                                                                                                                     I reporter di I^B

Il senso dell’altro

Nell’ambito del progetto “Il senso dell’altro”, gli studenti della classe terza B hanno realizzato alcune pubblicità progresso per approfondire tematiche quali il bullismo, l’accoglienza, il dono, la solidarietà, la legalità e l’amicizia. Ne sono emerse interessanti riflessioni volte a comprendere le ragioni fondamentali secondo le quali l’uomo ha il dovere morale di accogliere e aiutare l’altro per costruire una convivenza civile e pacifica. Il lavoro è stato accompagnato anche da cartelloni pubblicitari e oggetti inventati dagli stessi alunni per diffondere rapidamente le loro idee solidali :-)

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Realizza il tuo Comune ideale!

Prendendo spunto dalle lezioni di cittadinanza e dagli approfondimenti dedicati al tema delle regole e del vivere civile, la classe prima B ha creato il progetto “Realizza il tuo Comune ideale!”. Divisi in due gruppi, alunne e alunni hanno eletto il proprio sindaco e i loro assessori, steso i programmi del proprio Comune e realizzato gadgets utili a diffondere i loro principi all’intera cittadinanza. Il motto vincente che ne è risultato è il seguente: “Se nel nostro Comune vuoi abitare, le regole insieme a noi devi rispettare!”.img-20171107-wa0009

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UNA MISSIONE IN ECUADOR DAVVERO SPECIALE!

Venerdì 20 ottobre le classi terze hanno incontrato Anna e Mattia, che hanno raccontato la loro esperienza di volontariato in Ecuador. Hanno iniziato spiegando le condizioni politiche, geografiche, sociali e religiose dell’Ecuador, precisando, soprattutto, che l’Ecuador non è una paese in sottosviluppo, ma in via di sviluppo. L’Ecuador è diviso in Province, divise in cantoni, divise, a loro volta, in Parrocchie. In seguito hanno parlato della località dove loro hanno sostato cioè la Parrocchia di Salinas, in una Provincia centrale all’Ecuador. Mattia ha servito il Paese collaborando con le Autorità e aiutando i disabili in un processo di integrazione ed emancipazione. Anna, invece, ha collaborato con le Autorità del Paese, creando dei gruppi con le donne delle Comunità della Parrocchia di Salinas e, infine, con un’associazione per l’emancipazione femminile contro il maschilismo e la società patriarcale dell’Ecuador. La prima testimonianza è stata quella di Mattia: ci ha spiegato che il suo servizio a favore dei disabili era diviso in tre fasi. Nella prima ha conosciuto le singole famiglie per capire come ragionano e la situazione in cui vivono i disabili; normalmente le famiglie e i ragazzi si vergognano a tal punto della loro condizione che si “auto-escludono” dalla società. Nella seconda fase ha agito, principalmente, esponendo i problemi alle Autorità e rendendosi partecipe in prima persona della lotta contro la diffamazione e l’esclusione dei disabili. Non solo, ha cercato anche di collaborare direttamente con le famiglie per aiutare i ragazzi portatori di handicap. Nelle terza fase ha “tratto le conclusioni” della sua opera e ha dato “l’ultima spintarella” per aiutare l’integrazione dei ragazzi. Le parole-chiave sono inclusione e pazienza. Anna, invece, ha spiegato i suoi 2 anni e mezzo in Ecuador (e continuerà a vivere lì, a differenza di Mattia) tramite alcune slides in cui mostrava, grazie a delle fotografie e a delle cartine, ogni comunità con cui ha convissuto, le esperienze e le lezioni che impartiva al suo gruppo di donne. Ci ha raccontato che certe comunità l’hanno accolta come una figlia, certe altre l’hanno guardata con sospetto, anzi, con diffidenza perché straniera. Hanno imparato ad apprezzare il suo operato solo successivamente. Soltanto con due comunità non è riuscita ad instaurare un rapporto di amicizia e stima che creasse anche un’atmosfera dentro alla quale potesse trattare certi temi delicati, come l’abuso sessuale o la violenza domestica, o temi più leggeri, come la danza- terapia o la cucina locale. Con le comunità nelle quali è riuscita ad instaurare un buon rapporto ha trattato alcuni temi che aiutassero le donne ad accrescere la loro autostima e ad affrontare le diverse situazioni della vita quotidiana, per sconfiggere la società rigidamente patriarcale e maschilista che gli spagnoli avevano instaurato dopo aver colonizzato l’Ecuador (indipendente dalla Spagna dal 1822), perdurata con sfumature meno intense fino ad oggi. Mattia e Anna sono, quindi, riusciti ad esprimere in modo chiaro ed esplicativo i loro due anni e mezzo in Ecuador grazie anche alle bellissime foto scattate da Anna. Li ringraziamo per la loro testimonianza, perché grazie ad essa abbiamo potuto comprendere che in questo mondo, che talvolta va a rotoli, ci sono ancora persone che praticano il bene. Abbiamo capito che le nostre possibilità non sono intrappolate nella nostra Regione Lombardia o nel nostro Paese, ma si può sognare anche più in grande, più lontano…dovunque ci portino le nostre passioni, i nostri sogni e dovunque noi possiamo praticare il bene.

La vostra reporter Silvia Bassoli

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Venerdì 20 ottobre sono venuti a raccontarci la loro esperienza due giovani volontari, conoscenti della prof.ssa Tanghetti. Anna e Mattia hanno raccontato a noi ragazzi di 3a  la loro missione in Ecuador per spiegarci alcuni temi molto importanti che affronteremo durante l’anno nell’ambito di “Cittadinanza e Costituzione” come ad esempio la disabilità, campo in cui ha lavorato Mattia per aiutare i disabili a superare la discriminazione, molto diffusa in Ecuador. Anna invece ha aiutato le donne, che in Ecuador sono sottomesse agli uomini, perché è un paese prettamente maschilista. La giovane volontaria, a Salinas, ha creato con le donne del posto un gruppo all’interno del quale parlano, si incontrano, ridono e ballano, imparando a conoscere la loro femminilità, dato che alcuni uomini le trattano come delle nullità. I ragazzi hanno presentato in tutto 82 slides: all’inizio eravamo un po’ preoccupati per questo numero… ma poi ci siamo resi conto che è stato un incontro molto interessante e piacevole perché i ragazzi hanno esposto magnificamente la loro esperienza. Noi tutti ci teniamo a ringraziare Anna e Mattia, ma soprattutto la prof.ssa Tanghetti che ha organizzato questa giornata significativa.

   Paola Ghidini

Una squadra molto speciale!

Nella giornata di venerdì 6 ottobre la Croce Bianca di Lumezzane si è recata presso la nostra scuola per il Progetto “Primo Soccorso” rivolto alle classi terze. Questi eroi del volontariato ci hanno spiegato impeccabilmente e con tanta disponibilità l’importanza dell’aiuto al prossimo. Dopo una breve introduzione, i volontari ci hanno fatto guardare un breve video, nel quale un bimbo e la sua amica hanno salvato il nonno da un arresto cardiaco. Ci hanno quindi insegnato a fare il massaggio cardiaco e successivamente abbiamo provato a praticarlo su alcuni manichini raggiungendo dei buonissimi risultati. In seguito abbiamo fatto tre diverse attività: una che ci ha permesso di imparare a fare diverse fasciature nel caso in cui una persona si facesse male o si slogasse una caviglia; un’altra per mezzo della quale abbiamo imparato ad intervenire nel caso in cui una persona ingerisse un corpo estraneo ed infine abbiamo imparato come rianimare una persona svenuta, in preda ad un attacco epilettico o coinvolta in un incidente. Poi abbiamo guardato un filmato raccapricciante sulla simulazione di un incidente stradale. Infine ci hanno consegnato un volantino riguardante la pubblicità di un’ App dal nome “WHERE ARE YOU” che serve per essere localizzati più velocemente quando si chiama la Croce Bianca.

Paola Ghidini 3^A

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Io protagonista” è un’iniziativa promossa dal Pronto Soccorso di Lumezzane, che consiste in un corso per imparare a praticare il massaggio cardiaco e ad intervenire nel caso in cui una persona svenga, rimanga coinvolta in un incidente o ingerisca un corpo estraneo nelle vie respiratorie…insomma, le basi per poter salvare una vita. La mattinata delle classi terze è iniziata con una presentazione dei servizi offerti dal Pronto Soccorso, a cui è seguita una spiegazione riguardante la pratica del massaggio cardiaco attraverso un video molto esplicativo. Successivamente siamo stati suddivisi in gruppi e abbiamo provato a praticare il massaggio cardiaco su dei manichini. Chi meglio, chi peggio siamo tutti riusciti a “rianimare” i manichini; dopo ci siamo rifocillati con la ricreazione. Per il passo successivo i gruppi si sono divisi  in aula magna e nelle aule delle due terze per praticare diverse attività. In aula magna abbiamo imparato a fare delle fasciature (che potrebbero servire in luoghi in cui non si ha con sé il kit di primo soccorso) e a costruire una barella usando solamente due assi o bastoni e almeno due felpe o giacche. Nell’aula di 3ª A abbiamo imparato a far la manovra di Heimlich, che permette di aiutare ad espellere un oggetto estraneo dal corpo di chi lo avesse ingerito. In 3ª B abbiamo imparato come assistere una persona rimasta coinvolta in un incidente: mai trascinare il corpo in un altro luogo prima che arrivino i soccorsi, tranne nel caso in cui il mezzo dentro il quale è intrappolata stia per esplodere, e come assistere una persona svenuta senza causarle ulteriori danni. Infine, siamo tornati in aula magna per completare il corso con un video che ha colpito tutti gli studenti: riguardava alcune ragazze inglesi che, guardando il cellulare mentre erano alla guida,  avevano causato un incidente mortale. Il video non era reale, ma era molto verosimile, parlava chiaro: mai usare il cellulare quando si guida!!! Grazie anche ad altri dati illustrati dai soccorritori del Pronto Soccorso abbiamo potuto capire quanto sia pericoloso usare il telefono quando si è alla guida, e come ciò sia la causa della maggior parte degli incidenti in auto. I soccorritori ci hanno, poi, spiegato che è possibile scaricare un’ App del Pronto Soccorso, ci hanno illustrato come funziona e ci hanno indicato quale numero chiamare. Ringraziamo la Croce Bianca di Lumezzane e i nostri professori per averci offerto l’occasione di imparare in che modo salvare una o più vite.

Silvia Bassoli e Federica Camozzi 3^B

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