GITA ALLA CENTRALE DEL LATTE DI BRESCIA

Era il 24 Novembre, quando noi della classe 1° A ci recammo con gli alunni della 1°B alla Centrale del latte di Brescia. L’inizio giornata era nuvoloso, ma successivamente il cielo si rasserenò. Partimmo dalla scuola Chizzolini alle 8:00 e arrivammo alla Centrale del latte dopo un’ora di viaggio in pullman, durante il quale ci divertimmo anche cantando. Entrammo dal cancello della Centrale del latte di Brescia e da lì incominciò la nostra avventura. La nostra guida mise la borsa dentro ad un edificio, poi ci accompagnò in una stanza dove ci raccontò della produzione del latte. La prima cosa che ci disse era che loro non avevano stalle e il latte arrivava dagli allevamenti delle mucche, per poi essere lavorato internamente. Ci disse che ci sono vari tipi di latte. I principali sono i seguenti:

  1. il latte con la copertura rossa identifica il latte intero;
  2. il latte con la copertura azzurra identifica il latte parzialmente scremato;
  3. il latte con la copertura verde identifica il latte scremato.

Per ogni tipo di latte esiste un diverso procedimento per la produzione.

Inoltre raccontò che dal 1931 il latte si distingue anche per quanto dura:

  1. il latte fresco ha una scadenza di 7 giorni e segue un procedimento chiamato pastorizzazione;
  2. il latte microfiltrato ha una scadenza di 21 giorni e segue due procedimenti, chiamati pastorizzazione e microfiltrazione;
  3. il latte a lunga conservazione ha una scadenza fino a 3 mesi, perché il latte viene portato fino alla temperatura di 150°C e deve avere una chiusura ermetica.

Successivamente ci spiegò che la pastorizzazione ha lo scopo di minimizzare i rischi per la salute dovuti a microrganismi sensibili al calore; la inventò Louis Pasteur nel 1862 e consiste nel portare la temperatura del latte a 75°C per 15 secondi per poi farla scendere alla temperatura di 4°C per 2 giorni. Parlando della microfiltrazione, ci informò che il procedimento consiste nel mischiare con il retino il latte, affinché sia più povero di proteine. Fin dal 31 Ottobre 1931 la Centrale del Latte di Brescia produce la panna e il mascarpone, che hanno particolari contenitori, e il latte che viene messo in bottiglie (di vetro negli anni 30). Per troppa fragilità, nel 1962 il latte venne imbottigliato in un cartone a forma di triangolo, ma poiché era scomodo nel 1984 il latte venne confezionato in bottiglie di cartone a forma rettangolare, che nel 2001 si trasformarono in bottiglie fatte in plastica, che in seguito furono dotate di una chiusura ermetica. La guida ci disse anche che loro producono le bottiglie con un impianto, detto soffiatrice, dotato di un sistema automatico che controlla affinché le bottiglie non presentino difetti e consiste nel soffiare dell’aria all’interno degli stampi. Inoltre ci spiegò che fuori dal cancello è presente una pesa che controlla le cisterne contenenti il latte, alle quali vengono messi dei tubi che aspirano il latte trasferendolo nei silos. Dopo aver visto la pesa, salimmo sul tetto della fabbrica per poi entrare nella produzione, dove osservammo 3 macchine: l’omogeneizzatore, il pastorizzatore ed il microfiltratore. Queste 3 macchine si trovavano dentro ad una stanza collegata ad altri reparti, dove si produce il latte. Nella visita alla produzione osservammo anche il processo automatico di imbottigliamento e confezionamento del latte. Dopo aver visitato la fabbrica, la nostra guida ci portò nella stanza in cui spiegò le diversità del latte e ci offrì dello yogurt alla pesca. Questa fu la gita alla Centrale del Latte di Brescia.

                                                                                                                                                             Marco Bonsi

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Il 24 Novembre le classi I^A e I^B della scuola Chizzolini, accompagnate dalle Prof.sse Piotti e Tanghetti, si sono recate in gita alla Centrale del Latte di Brescia. Partiti da scuola alle ore 8:15, gli alunni sono giunti a destinazione alle ore 8:45.

Ad accoglierli c’era Francesca, la guida che li ha subito accompagnati in una sala dove ha spiegato loro le diverse tipologie di confezionamento del latte.

Poi i ragazzi sono stati portati nelle stanze in cui gli addetti producono e confezionano il latte.

Successivamente gli alunni hanno assistito alla produzione delle bottiglie.

In seguito sono ritornati nella stanza iniziale dove la guida ha mostrato loro le confezioni del latte e ha spiegato che la prima bottiglia prodotta era in vetro, poi in tetrapak ed infine, dal 2001, in plastica.

Al termine della gita la guida ha regalato ai ragazzi un volantino, un righello in cartone rigido e una confezione di yogurt al gusto pesca.

 

                                                                                                                     I reporter di I^B