UNA MISSIONE IN ECUADOR DAVVERO SPECIALE!

Venerdì 20 ottobre le classi terze hanno incontrato Anna e Mattia, che hanno raccontato la loro esperienza di volontariato in Ecuador. Hanno iniziato spiegando le condizioni politiche, geografiche, sociali e religiose dell’Ecuador, precisando, soprattutto, che l’Ecuador non è una paese in sottosviluppo, ma in via di sviluppo. L’Ecuador è diviso in Province, divise in cantoni, divise, a loro volta, in Parrocchie. In seguito hanno parlato della località dove loro hanno sostato cioè la Parrocchia di Salinas, in una Provincia centrale all’Ecuador. Mattia ha servito il Paese collaborando con le Autorità e aiutando i disabili in un processo di integrazione ed emancipazione. Anna, invece, ha collaborato con le Autorità del Paese, creando dei gruppi con le donne delle Comunità della Parrocchia di Salinas e, infine, con un’associazione per l’emancipazione femminile contro il maschilismo e la società patriarcale dell’Ecuador. La prima testimonianza è stata quella di Mattia: ci ha spiegato che il suo servizio a favore dei disabili era diviso in tre fasi. Nella prima ha conosciuto le singole famiglie per capire come ragionano e la situazione in cui vivono i disabili; normalmente le famiglie e i ragazzi si vergognano a tal punto della loro condizione che si “auto-escludono” dalla società. Nella seconda fase ha agito, principalmente, esponendo i problemi alle Autorità e rendendosi partecipe in prima persona della lotta contro la diffamazione e l’esclusione dei disabili. Non solo, ha cercato anche di collaborare direttamente con le famiglie per aiutare i ragazzi portatori di handicap. Nelle terza fase ha “tratto le conclusioni” della sua opera e ha dato “l’ultima spintarella” per aiutare l’integrazione dei ragazzi. Le parole-chiave sono inclusione e pazienza. Anna, invece, ha spiegato i suoi 2 anni e mezzo in Ecuador (e continuerà a vivere lì, a differenza di Mattia) tramite alcune slides in cui mostrava, grazie a delle fotografie e a delle cartine, ogni comunità con cui ha convissuto, le esperienze e le lezioni che impartiva al suo gruppo di donne. Ci ha raccontato che certe comunità l’hanno accolta come una figlia, certe altre l’hanno guardata con sospetto, anzi, con diffidenza perché straniera. Hanno imparato ad apprezzare il suo operato solo successivamente. Soltanto con due comunità non è riuscita ad instaurare un rapporto di amicizia e stima che creasse anche un’atmosfera dentro alla quale potesse trattare certi temi delicati, come l’abuso sessuale o la violenza domestica, o temi più leggeri, come la danza- terapia o la cucina locale. Con le comunità nelle quali è riuscita ad instaurare un buon rapporto ha trattato alcuni temi che aiutassero le donne ad accrescere la loro autostima e ad affrontare le diverse situazioni della vita quotidiana, per sconfiggere la società rigidamente patriarcale e maschilista che gli spagnoli avevano instaurato dopo aver colonizzato l’Ecuador (indipendente dalla Spagna dal 1822), perdurata con sfumature meno intense fino ad oggi. Mattia e Anna sono, quindi, riusciti ad esprimere in modo chiaro ed esplicativo i loro due anni e mezzo in Ecuador grazie anche alle bellissime foto scattate da Anna. Li ringraziamo per la loro testimonianza, perché grazie ad essa abbiamo potuto comprendere che in questo mondo, che talvolta va a rotoli, ci sono ancora persone che praticano il bene. Abbiamo capito che le nostre possibilità non sono intrappolate nella nostra Regione Lombardia o nel nostro Paese, ma si può sognare anche più in grande, più lontano…dovunque ci portino le nostre passioni, i nostri sogni e dovunque noi possiamo praticare il bene.

La vostra reporter Silvia Bassoli

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Venerdì 20 ottobre sono venuti a raccontarci la loro esperienza due giovani volontari, conoscenti della prof.ssa Tanghetti. Anna e Mattia hanno raccontato a noi ragazzi di 3a  la loro missione in Ecuador per spiegarci alcuni temi molto importanti che affronteremo durante l’anno nell’ambito di “Cittadinanza e Costituzione” come ad esempio la disabilità, campo in cui ha lavorato Mattia per aiutare i disabili a superare la discriminazione, molto diffusa in Ecuador. Anna invece ha aiutato le donne, che in Ecuador sono sottomesse agli uomini, perché è un paese prettamente maschilista. La giovane volontaria, a Salinas, ha creato con le donne del posto un gruppo all’interno del quale parlano, si incontrano, ridono e ballano, imparando a conoscere la loro femminilità, dato che alcuni uomini le trattano come delle nullità. I ragazzi hanno presentato in tutto 82 slides: all’inizio eravamo un po’ preoccupati per questo numero… ma poi ci siamo resi conto che è stato un incontro molto interessante e piacevole perché i ragazzi hanno esposto magnificamente la loro esperienza. Noi tutti ci teniamo a ringraziare Anna e Mattia, ma soprattutto la prof.ssa Tanghetti che ha organizzato questa giornata significativa.

   Paola Ghidini